Le Ciaspole

Escursionisti invernali con le ciaspole
Escursionisti invernali con le ciaspole

Per molti anni sono stato socio del C.A.I. sezione di Milano, all'epoca il calendario del programma dell'escursionismo iniziava a metà marzo e si concludeva il primo week end di novembre. Per 4 mesi e mezzo la neve ricopriva tutto e gli sciatori prendevano il posto degli escursionisti, ma questa pausa era destinata ad esaurirsi nel giro di pochi anni.

Cosi come i bastoncini da trekking si sono diffusi in pochi anni, anche le ciaspole hanno preso il volo e sono diventate le iseparebili compagne degli escursionisti invernali.

Le Ciaspole moderne sono l'evoluzione di uno strumento molto antico, costruito con una intelaiatura di legno e corde su cui si poggiavano le scarpe, la funzione è quella di offrire una maggiore superfice e quindi di galleggiare sulla neve fresca, permettendo di procedere sprofondando il meno possibile.

Oggi il legno e la corda hanno lasciato il posto alla plastica, ai polimeri e al metallo, ma il principio è sempre lo stesso, e se i nostri nonni le usavano per non restare isolati durante l'inverno, noi le utilizziamo per andare a zonzo sulle montagne anche appena dopo una bella nevicata.


Tipi di Ciaspole

Chi si avvicina all’escursionismo in montagna sulla neve rimane facilmente disorientato dal numero di modelli di racchette disponibili. Cercherò quindi dare un po di spegazioni e consigli in merito.

 

I materiali:

Le racchette da neve moderne possono essere in alluminio o in materiale composito (plastica):

 

  • Le racchette in alluminio sono molto confortevoli e il loro telaio può resistere anche a temperature decisamente basse. In generale, tuttavia, per via della loro struttura sono poco adatte per l’alta montagna e sono pensate principalmente per camminare sulle grandi distese pianeggianti dell’America o dell’Europa nel Nord.
  • Quelle composite sono pensate per le regioni montagnose con temperature non eccessivamente fredde. Offrono un grip eccellente e sono molto versatili. Per questo in generale sono più adatte a noi escursionisti sulle Alpi. Nel dubbio consigliamo di utilizzare racchette di questo tipo.

 

La forma

Al contrario di quanto ci si potrebbe aspettare, le racchette da neve hanno una forma e una struttura studiata nei minimi particolari. Dietro un oggetto apparentemente così semplice si nascondono infatti delle innovazioni tecnologiche notevoli. E’ fondamentale, ad esempio, che non ci facciano sprofondare nella neve fresca offrendo allo stesso tempo un buon confort durante la camminata, inoltre devono massimizzare la presa sulla neve dura e mantenere un peso contenuto.

Lateralmente inoltre hanno una bordatura ad altezza variabile (cosa particolarmente difficile da ottenere, invece, con l’alluminio) per potersi adattare alle più varie condizioni della neve

 

 

Gli accessori:

 

L’alzatacco

L’alzatacco è un piccolo dettaglio che però è di grande aiuto nelle lunghe salite. In pratica permette di sollevare di una decina di gradi il tallone per tenere il piede in piano e così ridurre l’affaticamento muscolare del polpaccio.

 

I ramponi

I ramponi sono fondamentali in salita, in discesa e nei traversi per assicurare una buona tenuta, in particolare sulla neve dura. Prima di acquistare una racchetta da neve occorre assicurarsi che disponga almeno degli artigli frontali e di qualche ramponcino distribuito sotto tutta la superficie della racchetta. Le racchette più performanti, per assicurare la massima presa, dispongono anche di lame.

 

Gli attacchi per lo scarpone

Un attacco preciso e avvolgente è fondamentale per non rischiare che la racchetta scappi via dal piede proprio nel momento meno opportuno. I modelli migliori dispongono di un attacco a cremagliera.

Teniamo sempre che ogni tipo di scarpone da montagna può essere montato su una ciaspola, al contrario invece dei ramponi classici che prevedono l'uso di uno scarpone con determinate proprietà


Escursionismo con le ciaspole

ciaspolatori in neve fresca
ciaspolatori in neve fresca

Parlando di escursionismo con le ciaspole, ovviamente si parla di escursionismo invernale, bisogna quindi essere certi di avere quello che serve per affrontare il freddo, nella sezione relativa all’abbigliamento ho dato qualche consiglio in merito.

Per evitare poi di ripeterlo in continuazione, dico subito che prima affrontare qualsiasi tragitto invernale è fondamentale informarsi sulle condizioni del percorso, sulle previsioni meteo e sul pericolo valanghe presso gli uffici del turismo o gli uffici delle guide alpine! Questo deve essere fatto a prescindere dalla difficoltà o lunghezza dell’itinerario che si vuole affrontare!

In moltissime località turistiche di montagna oggi viene preparata e mantenuta una rete di sentieri invernali, che sono solitamente suddivisi in due banali categorie, i più facili e più difficili, spesso questa suddivisione può anche essere letta come, senza o con le ciaspole.

I sentieri invernali possono essere battuti da motoslitte o piccoli gatti delle nevi se si tratta di mulattiere, oppure dalle guide del posto con le ciaspole se si tratta di sentieri più stretti.

Questi itinerari sono segnati su apposite cartine reperibili negli uffici turistici locali e segnalati con appositi cartelli piazzati lungo il percorso. Si tratta di gite che si snodano in zone sicure, al riparo dalla valanghe, ma in presenza di forti accumuli nevosi o situazioni metereologiche particolarmente avverse possono anche essere chiusi per qualche ora o per qualche giorno.

Le ciaspole possono essere usate anche nei tratti ritenuti più facili, perché anche se si cammina su comode mulattiere, le loro punte in metallo consentono una presa eccellente sul fondo ghiacciato o sulla neve molto dura.

Sui sentieri più stretti e dal fondo meno uniforme e battuto le ciaspole diventano ancora più utili. La loro stuttura basculante che può essere bloccata o sbloccata a piacere si rende molto efficace quando il sentiero diventa maggiormente esposto e bisogna prestare maggiore attenzione a dove si mettono i piedi, in questa situazione, bloccare la bascula e rendere il movimento della ciaspola solidale con quello del piede, si rivela particolarmente utile.

Generalmente la ciaspola viene sempre lasciata libera di basculare sia in salita che in discesa, il suo fondo dotato di punte e ramponcini di metallo assicura sempre una presa ottimale.

Il vero divertimento però è affrontare la neve fresca. Con le ciaspole ai piedi ci si può spingere quasi ovunque, questo senso di libertà però contrasta subito con il senso di sicurezza, aggirarsi per le montagne senza seguire una pista e senza sapere esattamente dove si sta camminando può essere molto rischioso.

Il mio consiglio è sempre quello di informarsi in loco per sapere se ci sono zone sicure e non battute dove si può camminare, questa è una regola di sicurezza che va sempre applicata.

Gli itinerari invernali raramente ricalcano con precisione tutti gli itinerari estivi, quindi molte escursioni non vengono segnalate in inverno, in alcuni casi però se si conosce bene il percorso estivo lo si può ripercorre in versione innevata indossando le ciaspole, questa attività però la consiglio solo a chi ha già una buona esperienza di escursionismo invernale.

Spesso le pro loco o gli uffici del turismo in collaborazione con il comune organizzano delle ciaspolate guidate, anche notturne, con una guida del posto, questo è un ottimo sistema per andare all’avventura in totale sicurezza!


Camminare con ciaspole

un cresta affrontata con le ciaspole
un cresta affrontata con le ciaspole

Quando si cammina in neve alta e fresca, ovviamente si tende a sprofondare e quello che rende estremamente difficoltosa la progressione è l'ampio movimento che si deve fare per alzare la gamba estraendola dalla neve per fare il passo successivo, con leciaspole in neve fresca si sprofonderà molto meno e sarà sufficente spinngere il piede in avanti come se si stesse galleggiando.

Camminare con le ciaspole non è difficile, busto eretto e gambe leggermente divaricate per non toccarle insieme. Passo deciso perchè la racchetta tende ad affondare un poco nelle neve e fa resistenza. Su terreno pianeggiante o con lieve pendenza si porta avanti il bastoncino sinistro contemporaneamente al piede destro e viceversa: l'alzatacco deve essere libero e si blocca quando la salita diventa più ripida. I pendii più ripidi vanno saliti in maniera diretta puntando il ramponcino anteriore e appoggiandosi su tutti e due i bastoncini per scaricare il peso. Nel caso dovete affrontare un pendio in traverso cercate di mantenere l'appoggio sul bastoncino a monte, l'altro deve servire solo per equilibrio, mantenete la ciaspola a valle con i ramponcini più aderenti possibile al terreno per evitare scivolate. Se il traverso è molto ripido tenete tutti e due e ramponcini aderenti al terreno e muovete un pezzo alla volta mantenendo sempre tre appoggi su quattro. In discesa sganciate l'alzatacco perchè può essere pericolo e procedete appoggiando prima il tallone e poi la punta per evitare scivolate, puntando i bastoncini. Nei pendii più ripidi si può usare la tecnica del Telemark cercando di spostare il baricentro in basso piegando le ginocchia, oppure si blocca la ciaspola e si scende con passi piccoli.

Quando non si usano: a volte ci sono dei tratti in cui c'è poca neve e dobbiamo togliere le ciaspole. Gli zaini da montagna hanno gli attacchi laterali e vanno messe una per lato, con la punta in alto. Mettete i gommini di protezione ai ramponcini. Se non ci sono attacchi portate sempre con voi dei cinghietti di compressione per legarle insieme e fissarle sotto lo zaino oppure al limite sopra la patella.

I bastoncini con in fondo il dischetto più largo sono indispensabili per l'equilibrio e per migliorare la progressione. Quelli telescopici a tre sezioni sono i migliori perchè quando non servono si attaccano meglio allo zaino e non danno fastidio. Attenzione, contrariamente a quando si scia il laccio dei bastoncini non va agganciato al polso perchè in caso di caduta potrebbe fare danni al braccio. Altro accessorio obbligatorio sono le ghette, di qualsiasi tipo, che vi serviranno per mantenere lo scarpone, la caviglia e lo stinco perfettamente al riapro dalla neve!