Il Glossario della montagna

L’escursionismo pur non essendo ne una scienza ne una disciplina sportiva vera e propria, ha il suo linguaggio e la sua terminologia, conoscerla ha una valenza che va al di la del mero nozionismo, imparare a riconoscere un ambiente e usare una lessico appropriato potrebbe essere utile per indicare o farsi indicare un luogo preciso che è nel nostro campo visivo, per lo stesso motivo se chiediamo a qualcuno di spiegarci un determinato percorso, è bene capire i termini che vengono usati per poi poterli ricercare sul terreno.

Ecco perché qui di seguito farò un elenco dei termini più comuni usati in montagna, dandone una descrizione e cercando di fugare ogni dubbio allegando anche delle fotografie.


Il Sentiero

Inevitabile non cominciare da lui, il sentiero è una traccia ben visibile che si può snodare per i boschi, sui pascoli o fra le rocce, il fondo può essere ben battuto o sconnesso, gradinato o in pendenza continua, ma la sua caratteristica principale, che lo distingue dalla mulattiera è la sua larghezza , che solitamente non va oltre il metro.


Sentiero esposto e aereo

Un sentiero si dice esposto quando su un suo lato si trova un pendio molto scosceso o addirittura verticale, spesso si usa anche il termine “cengia” che però fa riferimento a un tratto breve, un piccolo balconcino usato come punto di sosta durante un’arrampicata. Si usa invece il termine arero quando un sentiero si porta su una cresta dove entrambi i lati sono ripidi o a strapiombo. Aereo o esposto sono aggettivi utilizzati anche per descrivere un singolo passaggio di un sentiero.


La Mulattiera

Chiamata anche con il nome di carrareccia o carrozzabile, è una versione più larga del sentiero, spesso l’ampiezza può superare i due metri questo perché in passato molte mulattiere erano percorse da carri trainati da muli o asini, frequentemente le mulattiere salgono a valichi che discendo in altre valli, questo perché sono l’eredità di vecchie vie di comunicazione. Talvolta si tende a immaginare le mulattiere generalmente meno impegnative di un sentiero, questo non è del tutto vero, una carrareccia può essere molto ripida ed avere un fondo particolarmente sconnesso esattamente come un sentiero.


La Cengia

La cengia è una cornice o un gradino che corre parallela al fianco dei una montagna, questa caratteristica le rende molto esposte su un fianco e spesso il loro transito è facilitato dalla presenza di corde fisse o catene fissate nel lato del fianco della montagna, tipicamente sono rocciose e richiedono un passo sicuro ed assenza di vertigini anche se non sono tecnicamente difficili da supere. Alcune sono vecchie strade di guerra scavate nei fianchi delle montagne durante il primo conflitto mondiale per permettere il passaggio di uomini e materiali, possono avere uno sviluppo orizzontale o obliquo. Se una cengia è particolarmente lunga viene anche usato il termine “sentiero esposto”.


Il Canalone

Il Canalone è una formazione solitamente ripida che si forma fra due cime distinte ma appartenenti allo stesso gruppo montuoso seperate l'una dall'altra dai loro proprio contrafforti, i canaloni sono spesso l'ultimo tratto di salita che conduce ad un valico di alta quota. In base alla zona, alla stagione e alla quota può essere nevoso, ghiacciato, a fondo roccioso o misto. I canaloni sono una sorta di scarico naturale delle cime circostanti, quindi nelle ora più calde sono il bersaglio del disgelo che avviene al di sopra, a volte possono cadere pietre anche di dimensioni pericolose, è meglio informarsi preventivamente sul loro stato e generalmente non affrontarli nelle ora più calde della giornata.


La Comba

La comba è una depressione del terreno, è una formazione geologica non sempre facilissima da individuare, spesso si formano alla confluenza del fondo di due o più canaloni, per effetto della roccia che spinge verso il basso da diversi punti distinti. Le Combe possono ospitare laghetti, nevai e,  più raramente, anche ghiacciai.


I Rock Glaciers

I rock glacier sono corpi di detriti costituiti da blocchi angolari che per la loro forma e profilo assomigliano ai ghiacciai (da qui il loro nome,“ghiacciaio di pietre”); presentano forma lobata o linguoidale, sono caratterizzati da margini ben definiti da fianchi e fronti molto ripidi e presentano una superficie ricca di strutture di flusso (rughe e solchi), indice del loro movimento e delle deformazioni che subiscono al loro interno, dovuti alla presenza di ghiaccio. Questo ghiaccio si può trovare sotto forma di lenti di ghiaccio coperto da detriti così come da ghiaccio interstiziale che riempie gli spazi della matrice costituita dai blocchi rocciosi e da detrito di pezzatura inferiore.


La Vedretta

Le vedrette sono dei piccoli ghiacciai che si formano all’interno dei canaloni o sui pendii più ripidi delle montagne. Molte vedrette a causa delle loro piccole dimensioni sono a carattere stagionale e si formano solo durante la stagione invernale, altre invece, o per maggiore estensione o per una favorevole posizione più ombreggiata resistono per tutta l’estate.

Spesso le vedrette, a causa della loro naturale conformazione sono lo scarico naturale dei detriti che cadono dall’alto quindi vanno affrontate con attenzione e sempre muniti di casco, un buon indizio per valutare quanto una vedretta può essere esposta agli scarichi di detriti è osservare la sua parte terminale, se la neve è pulita e sgombra da detriti la situazione è positiva, altrimenti se la base della vedretta e piena di sassi significa che gli scarichi sono frequenti, in questo caso la sua risalita va affrontata solo nelle prime ore del mattino, dove la bassa temperature favorisce la tenuta dei detriti.


La Goulotte

La goulotte è una formazione nevosa o ghiacciata che si forma in stretti camini rocciosi, in inverno o a quote dove l’innevamento è perenne, più stretta del Couloir e spesso più ripida dei canaloni, deve essere salita con tecniche di arrampicata su ghiaccio, a differenza delle cascate di ghiaccio che si formano in corrispondenza delle cascate di acqua estiva, le goulotte hanno uno sviluppo più uniforme e spesso rappresentano una via di salita “naturale” alle vette durante le ascensioni invernali.


La Forcella

La forcella è un valico di montagna che separa due valli, a differenza dei termini “valico” o “passo”, la forcella solitamente indica un valico piuttosto stretto, racchiuso tra due pareti abbastanza ravvicinate e preceduto da salite piuttosto ripide. Questa definizione però risente molto anche della posizione geografica, sulle dolomiti il termine forcella è ampiamente usato, mentre in valle d’Aosta è molto più facile trovare la parola “colle”, derivazione del francese “col”, per indicare un luogo simile.


La Falesia

La notorietà del termine falesia è andata di pari passo con la diffusione dell’arrampicata intesa come sport e non come unico modo per raggiungere una cima. In Termini geologici la falesia è una costa rocciosa con pareti a picco, alte e continue.

Ogni falesia può avere differenti caratteristiche e varia in base alla tipologia di roccia di cui è composta, come per esempio granito, calcare, arenaria ecc. In arrampicata per falesia si intende una fascia rocciosa, di norma intesa come sito d'arrampicata, che spesso conduce ad una zona più pianeggiante come ad esempio un pascolo o un altipiano.


La Truna

La truna è un bivacco di fortuna scavato direttamente nella neve, non deve essere confuso con l’igloo eschimese che è una strutta fatta da blocchi di ghiaccio che sporge rispetto la superfice del terreno.

La truna è una tana che viene costruita scavando sotto la neve e in alcuni casi rinforzandone il soffitto utilizzando dei rami se ve ne sono nelle vicinanze. La costruzione non è tecnicamente complicata ma può risultare parecchio faticosa quindi se si pensa di costruire una truna è meglio darsi da fare subito perché il dispendio in termini di energie fisiche potrebbe essere notevole

 


La Via Ferrata

La via ferrata è un percorso alpinistico di arrampicata assicurato in tutta la sua lunghezza o quasi da un cavo o catena di metallo fissata alla roccia da fittoni distanti 5 metri circa l'uno dall'altro, spesso per facilitare la progressione, nella parete fengono fisssati scalette metalliche, piastre sporgenti o pioli.

Sono molto frequenti sulle Dolomiti e devono essere affrontate con la giuta atrezzattura e preparazine fisica.