monte zerbion

la meta obbligata della val d'ayas

Soggiornare in val d’Ayas e non salire sullo Zerbion è come andare a Parigi e non vedere la torre Eiffel, o andare in Germania e non bere una birra, insomma è una cosa priva di senso!

Lungo lo spartiacque tra la Valtournenche e la Val d'Ayas lo Zerbion svetta imponente con i suoi 2.728 mslm. La sua cima domina entrambe le vallate e offre un bellissimo panorama su gran parte della val d’Aosta, la sua fama lo rende una meta molto battuta quindi se lo salirete in luglio o agosto di certo troverete molta compagnia lungo tutto il percorso!

Come spesso accade il periodo migliore sarebbe settembre o la tarda primavera, assicurandosi che la neve sia già sciolta per evitare complicazioni specialmente nella zona del colle Portola e poco sotto la cima.

Da diversi anni sulla cresta che porta in vetta, abbarbicati sulle rocce scoscese di una anticima, vive un branco di stambecchi facilmente avvistabili praticamente in ogni stagione, inverno escluso.

La salita è molto belle ma anche molto faticosa, il sentiero non fa mai grandi sconti, parte ripido, concede qualche attimo di tregua al colle Portola e poi riprende con diversi strappi fino alla cima, che sembra sempre li a portata di mano, ma che non arriva mai!

I punti dove è richiesta la maggiore attenzione sono i ripidi risalti rocciosi sotto al colle Portola e le rampe su terreno instabile nei pressi della cima, nulla di complicato, serve solo un po di attenzione!

Lo Zerbion è un po’ faticoso ma se salito in una giornata limpida è in grado di ripagare ogni singola goccia di sudore spesa per conquistarlo!

descrizione della gita

Si arriva in auto ad Antagnod e si sale ancora per parcheggiare in località Barmasc (1.890 mslm)  dove si trovano subito i cartelli che indicano la direzione.

Saliamo subito la mulattiera nel bosco verso il piano delle Dame, attraversiamo il ponticello sul Ru e poco dopo abbandoniamo la comoda mulattiera e prendiamo il sentiero segnato che sale allo Zerbion, che è lo stesso indicato per la via Crucis (si avete letto bene, passano di qui per fare la via crucis). Si sale subito ripidi in un folto sottobosco tra alberi radi che presto lasciano il posto ai prati. Non ci sono bivi o deviazioni dobbiamo salire fino al Colle Portola (2.410 mslm)

Il sentiero negli ultimi ripidi strappi sotto il colle è stato riassestato ed oggi pur essendo faticoso è più protetto dalle infiltrazioni di acqua, quindi più asciutto e più sicuro, però alcuni passaggi sono leggermente esposti e richiedono attenzione.

Giunti al colle è meglio riposarsi un po’, la cima è ancora lontana.

Si riparte in direzione Sud Est seguendo la linea di cresta anche qui senza deviazioni, ci sono diversi bivii ma il sentiero si ricongiunge sempre dopo pochi metri, la cresta è piacevole, molto panoramica e generalmente mai troppo esposta. Solo quando finalmente giungiamo nei pressi della meta le salite si fanno più ripide e un po più esposte. Con un po di attenzione specialmente in caso di terreno bagnato con un ultimo strappo a zig zag si arriva in cima

L’itinerario di ritorno è il medesimo

LoZerbion dal Piano delle Dame
LoZerbion dal Piano delle Dame

dati

Lunghezza totale: 4.09  Km

Dislivello totale: 792 mt

Pendenza media: 22.7%

Carattere della gita: T3

l'ultimo tratto di cresta prima della cima
l'ultimo tratto di cresta prima della cima

traccia

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lo stretto intaglio del colle Portola
lo stretto intaglio del colle Portola

punti d'appoggio

Nessuno