Zuccone Campelli

piccole emozioni dolomitiche

Lo Zuccone Campelli è quanto di più simile ad una cima dolomitica si possa trovare vicino a Milano, probabilmente più di quanto non lo siano Grigne e Resegone.

Altipiani verdeggianti, attraversati da sentieri di sassi bianchi che si snodano tra pini mughi per poi svettare verticali verso guglie calcaree ricche di canalini e camini, ed una lunga cresta frastagliata che porta dritto in cima.

Ecco cosa ci offre lo Zuccone Campelli, 2120 metri di quota sospesi tra la provincia di Lecco e di Bergamo, ai suoi piedi i piani di Artavaggio a Sud Est e quelli di Bobbio a Nord Ovest, sempre più antropizzati, sempre più affollati e umiliati da raduni di fuoristrada che con il pensiero montanaro non ha nulla a che fare.

Ma lo Zuccone, forte del suo nome, sembra elevarsi su tutto questo, protetto dal suo dedalo di guglia tra cui si dipana a fatica l’unico sentiero che sale in vetta, le altre alternative sono una via Ferrata (ferrata Minonzio) o severe via di arrampicata.

Sembra quasi che dall’alto ci guardi e dica “se volete arrivare qui, avete solo una scelta, le gambe!”, sembra una sfida, ma è una sfide affrontabile, il sentiero a tratti è ripido e alcune roccette ci obbligano ad usare le mani, va evitato con il bagnato, il ghiaccio o la neve, ma con la bella stagione, magari una tarda primavera o un bell’autunno, quando si arriva in cima lo sguardo vola molto più lontano dei ritrovi dei fuoristrada, Resegone e Grigne, sono li, a portata di mano, in fondo si vede la sagoma del massiccio del Rosa, il monte Leone, pizzo di Claro, cima di Cogn, Monte Legnone, Pizzo dei tre Signori, e per concludere, Monte Disgrazia, Pizzo Bernina e Pizzo Palù, un trionfo!

Non è una gita per neofiti perché il terreno in alcuni tratti richiede attenzione, ma non è difficile e regala grandi soddisfazioni, e i piani di Artavaggio offrono diversi rifugi come punti d’appoggio.

descrizione della gita

Da Moggio si sale in funivia ai Piani di Artavaggio e si prende subito la comodissima mulattiera che parte in leggera discesa verso l’ormai abbandonato albergo Sciatori, si piega a sinistra e si sale tornante dopo tornante sempre sulla mulattiera in direzione del rifugio Nicola. A quota 1720 si evita un bivio a sinistra e si sale ancora fino al Nicola (1866 mslm) oltrepassandolo sempre sulla stessa mulattiera.

Poco dopo il rifugio si tiene la destra ad un bivio per evitare di salire al rifugio Cazzaniga Merlini, si prosegue su questa stradina meno evidente della mulattiera finchè non diventa un sentiero vero e proprio.

Si prosegue in direzione Nord Ovest evitando tutte le deviazioni a sinistra che si incontrano, che ci farebbero perdere quota, e si raggiunge un valloncello dove un tempo scorreva un torrente, si gira a destra e si risale il fondo del  valloncello che ci porta alla baita Bocca Campelli, la si supera e poco dopo ad un bivio si gira a sinistra su terreno decisamente più ripido per portarci sulla cresta orientale del Campelli.

Il tratto ripido ci fa guadagnare il filo di cresta, si piega a destra e si sale su terreno sassoso con qualche roccetta facile e divertente.

Il sentiero si snoda aggirando bastioni di roccia fino alla cresta terminale, si svolta a destra e in pochi metri di cresta finale si arriva in vetta.

L’itinerario della discesa è il medesimo.

Panorama dallo Zuccone
Panorama dallo Zuccone

Dati

Lunghezza totale: 5.73  Km

Dislivello totale: 522 mt

Pendenza media: 11.9%

Carattere della gita: T/E

La baita Bocca
La baita Bocca

Traccia

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Il Rifugio Nicola
Il Rifugio Nicola

punti d'appoggio