Val Masino

dove il granito sussurra antiche leggende

La vertiginosa Nord-Est del Pizzo Badile
La vertiginosa Nord-Est del Pizzo Badile

La Val Masino ha il fascino tipico dei luoghi abbandonati che non amano mostrasti, ma preferiscono essere scoperti.

Anche la Storia sembra essersi dimenticata di lei, nemmeno il dominio Grigionese e il Sacro Macello (una strage condotta da un gruppo di cattolici ai danni della popolazione riformata, avvenuta in Valtellina nel luglio 1620) hanno mai intaccato la solitudine di questa valle. Qualche personalità è stata legata ai Bagni di Masino come, parrebbe, Francesco I d'Austria. Si conosce ben prima dell'anno Mille la realtà di una colonia di pastori amministrata dal monastero di Sant'Abbondio a Como e fino al Settecento non vi fu né una parrocchia né un'unità amministrativa. La Valle sembra aver avuto uno sviluppo geologico, coerente con la sua anima di luogo sperduto. Le principali valli che la affiancano la Val di Spluga e la val dei Bagni, la valle di Sasso Bisolo e la val di Mello e ancora la Valle dell'Oro e la val Porcellizzo, quella di Preda Rossa e di Scermendone sono tutte valli strette, rigogliose nella flora ma chiuse e anguste alla vista, riservano il meglio solo a chi decide di risalirne i ripidi e faticosi versanti fino a raggiungere le alte conche dove all’improvviso la vista si allarga su panorami solitari e meravigliosi, dove il Monte Disgrazia, il Pizzo Cengalo, il Badile, i pizzi del Ferro e il Ligoncio si impongono con la loro maestosità.

L'incantevole Val di Mello
L'incantevole Val di Mello

Cime su cui sono state scritte le pagine eroiche di un alpinismo ormai lontano nel tempo, come quel luglio del 1937 quando Riccardo Cassin, Gino Esposito, Vittorio Ratti, Mario Molteni e Giuseppe Valsecchi impiegarono 3 giorni per vincere la parete Nord Est del pizzo Badile sotto una bufera di maltempo usando corde di canapa e chiodi in ferro forgiati nelle fabbriche dove lavoravano gli alpinisti.

Basterebbe questo per titolare la Val Masino come museo a cielo aperto, ma nella sua gemella Val di Mello nella metà degli anni 70 si afferma il movimento del Nuovo Mattino, chiamato così dal titolo di un artico a firma di Gian Piero Motti sulla “Rivista della Montagna” che porta in Italia il nuovo stile di arrampicata libera in delle big wall americane. L’apice di questo movimento e della sua ricerca dell’eleganza nelle vie di salita si tocca con l’apertura di una via leggendaria che ha formato generazioni di climbers, nel 1978 sullo “scoglio della Metamorfosi” Antonio Boscacci, Mirella Ghezzi e Graziano Milani aprono “Luna Nascente” la via su granito per eccellenza.

Non a caso negli anni successivi, proprio in val di Mello nascerà il Melloblocco, una manifestazione di bouldering diventata negli anni uno degli appuntamenti di settore più attesi, oggi purtroppo archiviato a causa di problemi logistici e istituzionali. Ma questa valle ha ancora molto da offrire, le acque termali dei bagni di Masino erano già famose a metà del 1400 e ancora oggi accolgono turisti e degenti in una struttura immersa in una bellissima foresta di conifere.

In ogni stagione la Val Masino ha molto da offrire, con la neve o il sole i suoi itinerari sono memorabili, che si tratti di alpinismo, arrampicata o escursionismo le emozioni sono autentiche come il cuore pulsante di questa valle che ha molto da offrire.

Come arrivare

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Da Morbegno (SO) è disponibile un servizio di BUS,