Le migliori ciaspolate scelte dal Montanaro

Un inverno generoso di neve come questo merita di essere vissuto fino in fondo, una bella gita con le ciaspole è uno dei modi migliori per vivere al passo giusto l’atmosfera innevata dei boschi, delle baite e delle cime.

Ovviamente visto che ci si muove in condizioni climatiche non sempre amichevoli bisogna essere ben preparati al freddo, studiare in anticipo il percorso, anche il più banale, perché la neve nasconde le tracce dei sentieri e ricordarsi sempre tre regole fondamentali, consultare il bollettino meteo, consultare il bollettino valanghe e contattare gli enti del turismo o uffici delle guide alpine del posto per avere informazioni di prima mano!

Se volete maggiori informazioni sull’abbigliamento e sulle ciaspole ne ho parlato QUI.

Ora invece parliamo delle ciaspolate, raccolte un po’ su tutto l’arco alpino sono fra le più battute quindi si potranno reperire informazioni con facilità! Ne ho selezionate di diversi tipi, un po più semplici e altre un po più impegnative, ma tutte sempre di grande fascino!

Nel lecchese, al Monte Coltignone

Dopo una recente nevicata, la salita al Coltignone rappresenta una piacevolissima ciaspolata: tranquilla, senza problemi di slavine, molto panoramica, con ampie viste sui laghi della Brianza e le cime della Valsassina. Dalla chiesetta dei Piani Resinelli 1200 m, si percorre la via Escursionisti sino a raggiungere il grattacielo; alle spalle, dopo un cancello si imbocca una carrareccia alberata. Si svolta a destra e si sale sino alla bocchetta del Piave con panorama sulla val Calolden, entrando nel Parco del Valentino; si continua seguendo le indicazioni per Coltignone-Museo.

 Dopo una leggera salita si raggiunge il Museo della Grigna e si prosegue nel bosco di faggi, fino a portarsi al Belvedere (panorama sul territorio lecchese). Un sentiero che costeggia la testata della Val Farina, raggiunge la selletta del Roccolo del Coltignone e poco oltre la sovrastante cima, 1479 m, (panorama sulla Valsassina).

 

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Val Gerola, Monte Olano

Ci si inoltra nella val Gerola da Morbegno; raggiunta Rasura (762 m), si seguono le indicazioni per il Bar Bianco e l'Alpe Culino e poi per la via Costa. Più avanti si svolta a destra per Corte, Tagliate, l'Alpe Olano e il rifugio della Corte. Andando a sinistra andremmo verso i maggenghi Ova, Larice e Ciani ed al Rifugio Bar Bianco. Raggiunte le case di Corte si parcheggia un centinaio di metri oltre il rifugio Corte (1250 m). Qui si prende il sentiero segnalato (n. 114) che si inoltra nel bosco portandosi a Tagliate di Mezzo (1352 m ) e quindi alle Tagliate di Sopra (1458 m). Si sale ancora nel bosco, si superano alcune baite diroccate e infine si raggiunge la cima del Monte Olano (1702 m) dopo un'ora e un quarto dal rifugio Corte. Bel panorama sul Monte Disgrazia, su Morbegno, Talamona e la Costiera dei Cech.

 

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Val Viola, alta Valtellina

Si parte da Arnoga, 1870 m, in corrispondenza del tornante sul quale sorge il ristorante Li Arnoga. Da qui si imbocca la strada innevata che si inoltra in val Viola.Un tracciato molto dolce, che nella parte centrale offre due percorsi alternativi, conduce in 2 ore attraverso boschi di abete rosso, larice e cembro alla radura di malga Caricc, 1990 m ), in posizione incantevole sotto le cime del gruppo Dosdè e i loro ghiacciai. La malga, da cui è possibile raggiungere una suggestiva forra, e’ di norma aperta nella stagione invernale. Grazie all’apposita segnaletica, il percorso è possibile anche in notturna munendosi di pila frontale. Un appoggio valido è l'agriturismo Caricc, tel. 3892936189

 

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Al rif. Bonatti in Val Ferret

Si parte dal piazzale di Planpincieux 1593 m, poco lontano da Courmayeur (raggiungibile in bus durante la stagione invernale), e si segue la strada forestale di fondovalle che si snoda a fianco del torrente, tra il rado lariceto. Sulla sinistra la mole superba del Monte Bianco incombe. Dopo circa un'ora, all'altezza di un'area dedicata al parcheggio delle auto d'estate si prende a salire con le ciaspole il pendio sulla destra raggiungendo, dopo circa 45 minuti, il rifugio Bonatti a 2025 m. Oltre il rifugio ci si può spingere nel vallone di Malatrà, seguendo le piste degli sciatori alpinisti. Lungo tutto il percorso di fondovalle si susseguono malghe e rifugi pronti ad accogliere gli escursionisti, ristorandoli con un piatto tipico della Valle d'Aosta

 

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Valmiana in Valnontey (Cogne)

Da Cogne - uno dei centri del parco nazionale del Gran Paradiso e tra le località più caratteristiche della Valle d'Aosta - si raggiunge in auto la frazione Valnontey 1666 m e da qui si risale in ciaspole l'omonima valle costeggiando con le ciaspole la pista di fondo senza calpesterla, fino a Valmiana, 1729 m. Il dislivello è minimo (50 m) e tra andata e ritorno ci si impiegano due ore circa. Lo abbiamo scelto perché più di tanti altri percorsi nei boschetti e nelle radure si possono osservare facilmente gli animali selvatici. La possibilità di incontrare stambecchi maschi non è così rara, specie tra inverno e primavera, e osservare le pareti assolate esposte a sud potrà svelare la presenza di grandi uccelli in volo veleggiato, come l’aquila reale e il gipeto.

 

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la Conca di By, Valpelline

Un itinerario della Valle d'Aosta ancora poco conosciuto. Raggiunto Ollomont, 1356 m, si prosegue in auto fino a Glacier, 1549 m (parcheggio). Da qui si imbocca con le ciaspole il sentiero estivo seguendo le indicazioni per la Conca di By. Si risale il pendio, raggiungendo l’alpeggio di Pont, poi continuando a seguire le indicazioni per By si supera su un ponticello un torrente. Da qui si riprende a salire attraverso un piccolo lariceto fino agli alpeggi di Crottes, da dove si sale con una lunga serie di svolte. Al termine della salita, raggiunta una piccola cappella dedicata alla Madonna degli Alpini si entra nel bacino di By 2048 m, dove si trova il piccolo villaggio immerso nella splendida conca circondata da grandiose cime innevate (2 ore).

 

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Dall'alpe Devero al Lago delle Streghe

Dall’alpe Devero, 1631 m, in località ai Ponti (si prende a destra prima del vecchio albergo Cervandone), si imbocca la traccia che costeggia il fiume sino a giungere all’Alpe Corte d’Ardui. Si continua nel bosco, sempre in vista del corso d'acqua sino a giungere a Crampiolo. Superate la locanda Fizzi e la chiesetta, si attraversa il torrente su ponte. Poco oltre una chiara segnaletica indica la direzione da seguire. Si cammina in piano, in vista del monte Cervandone e del pizzo Cistella, dirigendosi verso una piccola elevazione che nasconde il lago delle Streghe 1780 m. Lo specchio d’acqua, circondato dai larici (1 ora dall'alpe Dvero), si apre sulle distese di Crampiolo e sulla Punta d’Arbola.

 

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Casa Reale di caccia del Pian del Valasco

Da Borgo San Dalmazzo si segue la strada provinciale che si inoltra nella valle Gesso e supera i paesi di Andonno, Valdieri e Sant’Anna di Valdieri. Due chilometri dopo si perviene a Tetti Gaina, dove termina d'inverno la strada. Da qui ci s'incammina lungo la carrareccia che sale alle Terme di Valdieri. Il percorso per le terme, perfettamente battuto dal gatto delle nevi, è di poco superiore ai 5 chilometri e si sviluppa sulla sinistra orografica del vallone Gesso della Valletta. Raggiunte le Terme di Valdieri, 1368 m, e il nuovo rifugio Casa Savoia, si prosegue sulla carrareccia che si inoltra nel vallone Valasco. Seguendo la strada, dopo circa 700 m di dislivello, si raggiunge il pianoro del Valasco e la Reale Casa di caccia (1763 m).

 

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Baita Segantini al passo Rolle

Dal parcheggio a 1773 m all’imbocco della Val Venegia, solcata dal torrente Travignolo, ai piedi delle Pale di S. Martino,  si imbocca la stradina innevata e pianeggiante in direzione della malga Venegia (uno dei luoghi più famosi delle Dolomiti). Il primo tratto dell’escursione fino alla malga è caratterizzato dall’imponente presenza della parete dolomitica del monte Mulaz. Oltrepassata la malga, si continua lungo il percorso della strada forestale. Si prosegue in direzione passo Costazza-Baita Segantini, mentre incombono le pareti del Cimon della Pala, di Cima Vezzana e dei Bureloni. Dopo l’ultimo tratto, in salita, si raggiunge, dopo 3 ore circa, la Baita Segantini (2180 m) al passo Costazza, da dove si ammira il panorama su passo Rolle e sulle Pale di San Martino.

 

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Dal passo S. Pellegrino al rifugio Fuciade

Dal passo S. Pellegrino (1918 m) si segue con le ciaspole una pista ben battuta, in direzione del rifugio Fuciade. Il percorso pianeggiante, adatto a tutta la famiglia,  porta alla località Fuciade e all'omonimo rifugio in un'ora. Gran panorama sul Sass di Tasca, Sasso di Valfredda, Punta Zigolè e Punta Uomo: alcune delle più belle cime delle Dolomiti. Il rifugio Fuciade è aperto anche l’inverno. Si può rientrare al passo S. Pellegrino in un'ora percorrendo la valle del rio di Zigole compiendo così un facile anello.

 

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Ciaspolata alle 5 torri

L'itinerario delle Cinque Torri è un itinerario classico con le ciaspole di circa 3 ore che si può intraprendere prendendo, partendo da Cortina d'Ampezzo, la seggiovia delle Cinque Torri, che parte da Bai de Dones e porta fino al rifugio Scoiattoli a 2260 m. Da qui si continua a sinistra verso la Torre Inglese, si supera la galleria costituita dalla Torre Quarta Alta e dalla Torre Quarta Bassa, e dopo la frana del monte Averau si superano le Torri e si raggiunge il rifugio Cinque Torri (2137 m), immerso in un paesaggio dolomitico meraviglioso. Da qui si scende a Cian Zopè, che porta alla strada del passo Falzarego. Dalla strada del passo si può raggiungere il parcheggio di Col Gallina con il bus.

 

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Cadini di Misurina

Dalla chiesetta di Misurina posta sopra il parcheggio si imbocca la strada alta che costeggia il lago fino a raggiungere il sentiero n. 118. Da qui con le ciaspole si rimonta un lariceto fino a giungere in una verde valletta. Si sale fra i massi sparsi alla base dei Cadini fino a forcella della Neve, raggiunta la quale si gode di un vasto panorama verso le Marmarole. Si inizia la discesa fino al Ciadin delle Pere, poi si prende a destra per una verde selletta e ci si cala in breve al rifugio Città di Carpi 2110 m. Da qui per comoda strada (d’inverno sempre battuta) costeggiata da larici e pini cembri con splendidi scorci sul Monte Sorapis si raggiunge il rifugio Col De Varda 2106 m con vista sul lago di Misurina. Si rientra al lago (6 ore totali) per comoda carrareccia. Panorama sulle Dolomiti bellunesi assicurato.

 

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